Quando abbasso la cornetta vado nella stanza di Paola e invento una storia, non credo che l’abbia bevuta, in ogni caso si comporta normalmente. È anche per questa sua discrezione e devozione che non potrei farne a meno.
Nei giorni successivi rifletto spesso su Marta, un tipo di donna davvero particolare, un fisico da sballo ed una sensualità travolgente, deve avere poco più di venticinque anni ma ne dimostra molti di meno. Non è molto alta ma perfettamente proporzionata, soda da far perdere la ragione ad un santo, non capita di frequente di far all’amore con una femmina così bella e disponibile.
È chiaro che sa di essere bella e desiderabile e cerca di trarne profitto anche perché è vanitosa come poche, capisco che il marito cerchi di trattenerla ma non è facile. Mi rendo conto che mi costerà cara ma io sono convinto che le cose belle non si possano avere gratuitamente, poi ha un modo così entusiasmante di ringraziare che davvero mi riempie di gioia.
Nella vita ho avuto donne che mi hanno sfilato parecchi soldi in più e non mi hanno dato la stessa gioia, la mia ex-moglie per esempio ma non solo lei. Decido che Marta potrà chiedermi quello che vuole finchè mi circonderà con la sua allegria e la sua sensualità, non glielo dirò ma sarà così, ho deciso.
È chiaro che sa di essere bella e desiderabile e cerca di trarne profitto anche perché è vanitosa come poche, capisco che il marito cerchi di trattenerla ma non è facile. Mi rendo conto che mi costerà cara ma io sono convinto che le cose belle non si possano avere gratuitamente, poi ha un modo così entusiasmante di ringraziare che davvero mi riempie di gioia.
Nella vita ho avuto donne che mi hanno sfilato parecchi soldi in più e non mi hanno dato la stessa gioia, la mia ex-moglie per esempio ma non solo lei. Decido che Marta potrà chiedermi quello che vuole finchè mi circonderà con la sua allegria e la sua sensualità, non glielo dirò ma sarà così, ho deciso.
Nei giorni successivi non ci incontriamo come nei mesi precedenti, mi sembra però che l’intimo steso sul suo balcone sia più abbondante e birichino del solito, magari è solo una mia impressione ma quando venerdì si rifà viva sono felice di sentirla. Ci accordiamo per vederci a Bologna verso le cinque del pomeriggio, con il telefonino riusciremo ad incontrarci.
Quando me la vedo davanti ho un tuffo al cuore, è stupenda con il vestito nuovo, sorride e mi salta al collo, fatico ad abituarmi alla sua giovinezza ed al suo entusiasmo. Ci incamminiamo per il centro fianco a fianco, vista così potrebbe sembrare mia figlia, spero che sia questa l’impressione che facciamo nei passanti.
— Gabriele, sei davvero un genio, mio marito si è bevuta la storia dell’amica senza fiatare, anzi mi ha detto di acquistare tutto ciò voglio purché costi pochissimo. Anche per oggi non ha fatto storie, gli ho detto che sarei andata nel magazzino dei campionari per vedere che cosa c’è di interessante.
— Vedi Marta, basta saper prendere le persone dal verso giusto e diventano ragionevoli, mi sei mancata sai ? Anche tuo marito si rende conto che tu meriti le cose più belle ma non se le può permettere, è ancora giovane e non guadagna abbastanza. Lascia che sia io a regalartele, mi fa piacere veramente.
A volte mi cammina davanti sul marciapiede e il suo culetto sotto la stoffa sottile risalta in modo incredibile, mi accorgo che anche diversi uomini la guardano con interesse, è uno splendore, giovane ed allegra come poche.
— Grazie Gabriele, ma come abbiamo fatto a non incontrarci prima ? Pensa che magari potevano passare ancora anni, quando ci penso mi arrabbio. Vorrei darti un bacio ma qui in strada non sta bene.
Intanto non perde di vista le vetrine, esamina con cura tutte le scarpe, io onestamente fatico a partecipare alla ricerca, mi adeguo di buon grado però. Finalmente si ferma ipnotizzata davanti alla vetrina del negozio più caro e mi indica un paio di sandali davvero belli, guarda caso quelli con il prezzo più alto. La incoraggio ed entriamo a provarli, non c’è nessuno e la commessa la fa accomodare su una poltroncina mentre si procura le calzature scelte, si inginocchia davanti a Marta per aiutarla a provarli.
— No grazie, papà aiutami tu ad infilarli, sa, è un regalo di mio padre e voglio che piacciano anche a lui.
Non so se la commessa ha bevuto la storia ma si alza e molto discretamente mi consegna la scarpa allontanandosi come se tutto fosse completamente normale. Mi abbasso davanti a lei e la vedo sorridere con aria furba.
— Voglio che sia tu a provarmi questi sandali, ti disturba se le ho detto che sei mio padre ? Sai, le commesse sono così curiose e pettegole, le conosco !
Mi limito a sorriderle e allungo la mano per prenderle il piede, la gonna si è sollevata un pò di più e Marta con indifferenza apre le gambe, resto allibito da quello che vedo. Mi aspettavo un tanga, magari minuscolo ma quello che davanti è la sua figa nuda, si sposta più in avanti ed il pelo nero mi ipnotizza lo sguardo. Deglutisco dalla sorpresa e capisco che la mia reazione la rende felice, le sfugge una piccola risata mentre io scruto il clito duro con la puntina rosa che fa capolino nel boschetto nero.
— Volevo un tuo parere anche sulla depilazione che mi sono fatta ieri, l’ho fatta per te e bisogna che ti piaccia. Che ne dici ? Sii sincero ?
La sorpresa mi ha bloccato con il suo piede nella mano, cerco di scuotermi e rispondo con voce bassa e roca.
— Non ho parole Marta, lo vedi che effetto mi hai fatto ? Ti sembro indifferente ? Darei tutto per poterla baciare è stupenda, tu non finirai mai di sorprendermi.
Intanto le ho infilato il sandalo, ripeto l’operazione con l’altro senza mai perdere di vista il cespuglietto che ho davanti, Marta si alza e si ammira davanti allo specchio come ormai conosco bene, si gira, rigira, sembra che stia ballando. È soddisfatta, lo vedo dallo sguardo felice e si risiede davanti a me rimettendomi di nuovo davanti agli occhi la sua fighetta stupenda.
— Si, direi che sono perfette, non sai come mi fai felice papà. Avrei voluto averlo davvero un padre come te ma invece era violento non gli andava mai bene quello che facevo. Ma adesso ho te !
Sorride della sua battuta, in fondo anch’io non mi sento a disagio nelle vesti del padre affettuoso e generoso, il gioco comincia a piacermi.
— Avrai notato però che anche l’altro paio in vetrina era molto adatto, non vorrei rimanere con il dubbio, proviamo anche quello.
Faccio un cenno alla commessa e Marta le spiega quale modello vuole provare, naturalmente ha abbassato la gonna e stretto le gambe mentre io mi sono rialzato. La scatola arriva in un minuto mentre, per fortuna è entrata un’altra cliente, rimaniamo soli immediatamente. Di nuovo mi vedo davanti il pelo nero e riccio di Marta, non resisto e con fare indifferente allungo una mano e lo accarezzo, faccio scorrere un dito lungo la fessura, la apro ed è bagnata. Ritiro il dito e me lo infilo in bocca, ho il cazzo che mi sta scoppiando nei calzoni.
— Gabriele, stai attento perché così mi farai sporcare il vestito nuovo, fai il bravo ti prego ! Sto morendo anch’io dalla voglia, te ne sei accorto vero ?
Non dico nulla, le infilo il nuovo paio di sandali e Marta ripete la scena di prima, sono anche questi molto belli, devo ammetterlo. Quando si risiede la vedo triste, adorabilmente triste.
–Papà come faccio a decidere sono entrambi stupendi, come faccio, aiutami tu, ti prego.
La guardo sorridendo ed i suoi occhi furbi sono come due fulmini nei miei.
— Ma bambina mia, se tutti i problemi fossero così il mondo sarebbe stupendo. Basta prenderli tutti e due e la soluzione è trovata, non credi ?
Il suo sorriso mi apre il cuore, si alza e mi abbraccia, cerco di essere casto ma il suo corpo fesco contro il mio mi provoca brividi di piacere.
— Lo sapevo che tu mi capisci, non sai come sono felice. Ti adoro e voglio essere capace di farti felice come tu fai con me.
La commessa fa finta di non vedere nulla e si occupa dell’altra cliente, quando mi vede vicino alla cassa arriva e non mostra alcun stupore quando le comunico che acquistiamo entrambi i modelli. Pago e con la borsa raggiungo Marta che sta osservando la vetrina, usciamo e davvero la vedo al colmo della gioia.
— Sei un tesoro, non so come riuscirò a contraccambiare.
— Lo stai già facendo con la tua gioia e la tua allegria, sto proprio bene con te.
— Davvero non ti è dispiaciuto quando ti ho chiamato “papà” ? Credo che potresti anche esserlo ma avresti dovuto mettere incinta mia madre quando ancora eri un ragazzino, però mi piace l’idea.
— Ma guarda che io sono sempre stato un donnaiolo anche da ragazzo, non sottovalutarmi ti prego.
Ridiamo contenti mentre ci dirigiamo verso il posteggio, la mia erezione non accenna a scomparire ed ho paura che da fuori si veda la bozza che mi ritrovo nei calzoni.
— Ti è piaciuto provarmi le scarpe, sai che è stato un momento terribilmente eccitante anche se avevo paura di macchiare la gonna, ci tengo troppo. Ho gli slip nella borsetta e ho paura di dovermeli infilare altrimenti in macchina allago il sedile, mi hai fatto impazzire.
— A chi lo dici ! Io spero che nessuno si accorga dello stato nel quale mi hai messo, pensavo di perdere la testa nel negozio ma ancora non mi è passato.
Raggiungiamo la sua macchina, mi fa salire al suo fianco, si guardo intorno rapidamente e sfila dalla borsetta un minuscolo slip nero. Devo avere una espressione allibita quando si alza la gonna e con pochi movimenti rapidi solleva il sedere e si infila lo slip, tutto è durato pochi secondi ma mi sono sembrate ore.
— Scusa ma ho dovuto farlo, mi sono ricordata dell’altro giorno a casa tua e stavo colando, ci tengo troppo al completino muovo. Ma non mi sono dimenticata di te, poverino, hai una faccia !
È la verità, mi sento scoppiare la verga nei calzoni ma il luogo non è assolutamente adatto, la voglio da impazzire ma fatico a mettere in fila i pensieri. Marta invece è sempre più vispa e intraprendente.
— Adesso facciamo i bravi e torniamo a casa, non posso fare tardi, mio marito magari mi sta spettando. Aspettami in casa, non posso lasciarti in questo stato, in fondo sei il mio papà buono e gentile.
Esco dalla macchina e raggiungo la mia, il traffico non è troppo intenso ed in una mezzoretta sono arrivato. Salgo in casa e dopo pochi minuti sento bussare leggermente alla porta, apro e Marta entra come un fulmine.
— Finalmente, temevo che mio marito sentisse suonare da te, abbiamo pochi minuti perché ho visto che è già arrivato.
In un attimo è nuda, stupenda, davanti a me, io non perdo tempo e finalmente il cazzo libero mi procura un pò di sollievo.
— Ti prego Gabriele, prendimi subito, non posso più aspettare, ti voglio dentro adesso.
La appoggio in piedi al divano e l’abbraccio da dietro, guido l’asta tra le due chiappe e indugio sul buchetto, vedo che si ritrae.
— No non dietro, lo voglio dentro subito, hai visto come ero bagnata vero ? Non mi fare aspettare, ne ho voglia da ieri.
Non resisto e infilo la punta nella vagina fradicia, Marta si piega per facilitare l’ingresso ed in un colpo solo sono infilato a fondo. Ho il suo culetto contro il ventre e l’effetto è stupendo, si muove e mi massaggia il cazzo conficcato sino alla radice, poi inizia a roteare il bacino, io resto fermo ma mi sembra che una bocca bollente mi stia succhiando anche l’anima. Spingo anch’io e insieme prendiamo il ritmo, ansimo e non riesco a capire più niente, esiste solo questa figa meravigliosa da sfondare.
Marta si impegna a fondo, ci sa fare davvero, le prendo le tettine in mano e continuo a pomparla come un ossesso, lei risponde ai miei colpi puntualmente.
Marta si impegna a fondo, ci sa fare davvero, le prendo le tettine in mano e continuo a pomparla come un ossesso, lei risponde ai miei colpi puntualmente.
— Così, paparino, così ti voglio, adesso la tua bimba ti fa godere, vedrai. Non trattenerti, non mi far soffrire come l’altra volta, scarica tutto il tuo seme nel mio pancino, vedrai come sarà bello.
Ormai anche lei fatica a parlare, io non ci riesco proprio, sono troppo preso dalla voglia bestiale di possedere questa femmina bollente, la trascino verso di me finchè cadiamo a terra ancora attaccati. Io non mi fermo e sento che Marta spinge il culo verso l’alto per farmi sprofondare nella sua tana, ormai geme ad alta voce, spero che nessuno passi nel ballatoio. Quando sento che si contrae nell’orgasmo mi lascio andare e inietto un mare di sperma nel suo ventre scosso dagli spasmi. Credo che entrambi abbiamo urlato il nostro piacere, rimaniamo a terra spompati e con la testa che gira.
— Gabriele, sei stato favoloso, mi piace quando mi prendi con forza e sento che desideri riempirmi, l’ho sentito che volevi svuotare il tuo succo dentro di me, non negarlo. Mi hai fatto impazzire dal godimento.
Prima che riesca a replicare si è alzata e tenendosi una mano tra le gambe è corsa in bagno, sento l’acqua scorrere mentre io non riesco ancora ad alzarmi, sono nudo disteso sul tappeto, stroncato dal piacere. Esce sempre di corsa e mi guarda sorridendo, si abbassa e mi bacia con passione accarezzandomi l’asta ancora tutta coperta dal suo e dal mio piacere. Si stacca e mi scocca un bacio sulla punta del cazzo, sono travolto dalla sua sensualità e dalla sua energia. In un minuto si è rivestita e guarda dallo spioncino.
— Papà devo scappare, mio marito vuole portarmi per il fine settimana da suo fratello a Torino, torneremo domenica sera. Riuscirai ad aspettarmi ?
Il mio sguardo non deve essere dei più vispi, comunque le sorrido, lei mi manda un bacio ed esce come una furia portandosi dietro la borsa delle scarpe. Sento aprire la porta di fronte alla mia e poi chiudersi. Rimango disteso come fulminato da quello che è successo, Marta è davvero un uragano ma mi piace, terribilmente. Penserò come organizzarmi il weekend, non voglio continuare a pensare a questa donna che mi sta prosciugando il corpo ed il portafoglio.
Mi viene da ridere al pensiero, adoro il suo modo di spillarmi regali, mi eccita quando lo fa e poi mi piace usare i soldi per chi mi rende felice, altrimenti a che cosa servirebbero ? In ogni caso nemmeno una decina di donne come Marta riuscirebbero a ridurmi in miseria nei prossimi cento anni. Sono felice.
Mi viene da ridere al pensiero, adoro il suo modo di spillarmi regali, mi eccita quando lo fa e poi mi piace usare i soldi per chi mi rende felice, altrimenti a che cosa servirebbero ? In ogni caso nemmeno una decina di donne come Marta riuscirebbero a ridurmi in miseria nei prossimi cento anni. Sono felice.
Nei primi giorni della settimana sono costretto a rimanere a Roma per una serie di incontri importanti, telefono spesso a Paola ma ben mi guardo dal chiedere se una “certa Marta” mi ha cercato. Non le ho dato il mio cellulare e in certi momenti mi pento, ma per principio il cell è uno strumento di lavoro e non voglio mischiarlo con il piacere.
Ritorno mercoledì sera molto tardi, ho guidato tutto il tempo sotto la pioggia e sono distrutto, riesco solo a fare una doccia e mi infilo a letto di corsa. Al mattino mi sveglio riposato, accidenti, non avevo notato che ci sono messaggi nella segreteria telefonica, sono di Marta, mi scappa un sorriso.
— Gabriele, ma dove sei finito ? Volevo raccontarti il successo che ho riscosso nel weekend, chiamami appena puoi, Un bacio al mio papà scomparso ! Ti lascio il mio telefonino…….
Anche i messaggi successivi sono dello stesso tono, mi intriga questa ragazza ma sono contento di aver messo un pò di tempo tra i nostri incontri, non mi piacciono le cose che diventano routine.
Appena in ufficio le mando un SMS dicendole di chiamarmi in ufficio dicendo a Paola di essere la segretaria di un mio cliente, tanto per non creare problemi. So solo io che questo cliente non ha una segretaria ma un assistente uomo. Meglio non complicarmi la vita con Paola che come sempre è perfetta ed adorabile, non voglio turbare la sua gioia per il mio ritorno.
Dopo un’oretta mi arriva la telefonata, sono in riunione con un cliente e rispondo in modo molto professionale.
Appena in ufficio le mando un SMS dicendole di chiamarmi in ufficio dicendo a Paola di essere la segretaria di un mio cliente, tanto per non creare problemi. So solo io che questo cliente non ha una segretaria ma un assistente uomo. Meglio non complicarmi la vita con Paola che come sempre è perfetta ed adorabile, non voglio turbare la sua gioia per il mio ritorno.
Dopo un’oretta mi arriva la telefonata, sono in riunione con un cliente e rispondo in modo molto professionale.
— Si, signorina, farò il possibile per trovare un momento per incontrare il dott. XXXXX, mi faccia richiamare nel pomeriggio e vedrà che risolveremo il problema in giornata.
— Gabriele, mi hai spaventata, ma mi piaci molto quando sei così professionale, non vedo l’ora di raccontarti tutto, ho avuto un successo strepitoso dai miei cognati, tutto grazie a te.
— Non penso che le cose stiano proprio così, le dica che anche il vostro personale ha fatto un buon lavoro, io ho solo contribuito. Comunque è il momento di consolidare il successo, mi faccia chiamare nel pomeriggio.
Spero che gi interlocutori che ho di fronte non si siano resi conto del vero tono della telefonata, direi di no, bene. Alle quattro mi richiama Marta e mi dice che il marito andrà come ogni giovedì ad allenarsi per un torneo di calcio amatoriale dalle sei alle otto, le confermo che sarò a casa prima delle sei, mi sembra molto felice ed anch’io non nascondo la mia eccitazione. Sbrigo tutto alla svelta e qualche minuto prima delle sei sono in casa, non passano due minuti che sento suonare alla porta.
Marta entra come una furia e mi salta al collo baciandomi con passione, è splendida, magliettina corta e jeans attillati, sembra una bambina.
Marta entra come una furia e mi salta al collo baciandomi con passione, è splendida, magliettina corta e jeans attillati, sembra una bambina.
— Gabriele, finalmente pensavo che fossi andato all’estero, avevo voglia di vederti ed il tempo non passava mai.
— Scusami ma è stato un impegno improvviso, anch’io ti ho pensata spesso e avrei voluto tornare prima. Sei uno splendore.
— Grazie Papà, ma non abbandonare più la tua bimba, altrimenti si mette a piangere!
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